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[37] Storie della Vergine; Profeti
Spoleto, abside della cattedrale di Santa Maria dell'Assunta
Ciclo di affreschi
Vasari ci racconta che la commissione degli affreschi
di Spoleto venne al Lippi per merito di Cosimo il Vecchio
ma il Medici era morto da circa due anni quando, agli inizi del
1466, fu firmato il contratto con l'Opera del Duomo di Spoleto.
Solo nel 1467, comunque, il maestro si trasferisce definitivamente
nella città umbra e porta con sé l'inseparabile
Fra Diamante e il figlio Filippino.
Accanto a loro, nel cantiere, il giovane Pier
Matteo d'Amelia, poi titolare di una delle più affermate
botteghe umbre (Zeri lo identifica con il Maestro dell'Annunciazione
Gardner).
L'esecuzione degli affreschi, di cui esistono pagamenti dettagliati
nel Libro di Bottega già pubblicato dalla Fausti (1915),
si trascina anche in questo caso, anche perché il maestro
è già vecchio e malato e morirà infatti l'8
ottobre del 1469, lasciando il completamento dell'opera a Fra Diamante.
La scelta del soggetto e il programma iconografico si dovettero
probabilmente al vescovo spoletino Berardo degli Eroli, promotore
del culto mariano abbinato all'osservanza della Regola Francescana,
e la composizione ebbe una diffusione rapida in tutta l'area.
Straordinaria l'invenzione scenografica dell'Incoronazione della
Vergine che domina, ricca e sontuosa, il catino absidale, affollata
da gruppi di angeli, santi e personaggi tratti dalle Sacre Scritture
che ci mostrano i consueti volti realistici. In basso al centro
la Morte della Vergine, condotta con una prospettiva interessante,
dilatata, quasi come la scena fosse vista da una lente deformata.
A destra, si riconoscono secondo la tradizione i ritratti di Filippo,
Matteo d'Amelia e del giovane Filippino, identificato nell'angelo
che regge una candela.
Ai due lati le scene con l'Annunciazione e la Natività. La
prima appare molto decorata e ornata da edifici rinascimentali complessi,
la seconda, che ha per sfondo un edificio diruto, mostra un accentuato
gusto per le rovine già pre-manieristico, presente nel Maestro
della Natività del Louvre (identificato da Bellosi con Fra
Diamante in una fase autonoma) e poi molto sviluppato in Filippino.
Gli affreschi sono stati restaurati nel 1983-'90 (Benazzi-Virilli,
1990).
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