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[33] Madonna col Bambino e angeli
Firenze, Galleria degli Uffizi (dal 13 maggio 1796)
Tempera su tavola, cm 92x63,5, sul retro lo schizzo a pennello di un mezzo busto femminile


E' forse il dipinto più famoso di Fra Filippo, celebrato in ogni secolo, modello iconografico per tutte le Madonne successive comprese quelle del Botticelli. Sono ignote l'origine e la destinazione di questa tavola soprannominata la "Lippina", insolitamente grande per il soggetto, straordinariamente innovativa nella composizione e anticipatrice nell'uso del colore. L'inquadramento della scena in un paesaggio a volo d'uccello è ispirato alla pittura fiamminga ma le fonti iconografiche del gruppo sacro portano ancora una volta alla scultura: a Agostino di Duccio e Desiderio da Settignano (Grassi, 1957), a Luca Della Robbia (Del Bravo, 1973) e a Donatello (Ruda, 1993), ma anche agli esemplari romani e a Michelozzo (tomba Aragazzi a Montepulciano).
I colori puri della tradizione vengono qui abbandonati e il risultato è un effetto di unità atmosferica che solo Leonardo, più tardi, tornerà a perseguire. Nell'insieme, un effetto naturalistico che dovette sembrare straordinario ai contemporanei.
L'importanza del dipinto è testimoniata anche dal fatto che è una delle poche opere del Lippi integralmente autografa. Si è pensato che l'occasione fosse privata e personale, cioé la nascita del figlio Filippino, raffigurato dunque qui insieme a Lucrezia Buti, ma la data del 1457 è troppo precoce per l'esecuzione di questa tavola, collocata piuttosto verso il 1465. Un'iscrizione settecentesca sul retro testimonia comunque, a quella data, la sua provenienza dalla villa medicea del Poggio Imperiale.










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