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[26] Le esequie di San Gerolamo
Filippo Lippi
Prato, Museo dell'Opera del Duomo (già nella cattedrale di Santo Stefano)
Tempera su tavola trilobata, cm. 268 x 165, cornice originale


Grande pala d'altare dove è raffigurato il Preposto di Prato Geminiano Inghirami, vivace personalità di mecenate e committente degli affreschi della Cappella Maggiore di Santo Stefano. Il prelato appare raffigurato in primo piano, inginocchiato davanti al catafalco di San Gerolamo che occupa il centro della scena, effigiato di profilo come in una medaglia antica. La preziosa stoffa intessuta a melograni che copre il catafalco fa da sfondo alla testa e sarà ripresa nella tomba del prelato in San Francesco realizzata da Desiderio da Settignano (1460).
La notazione realistica dello storpio in primo piano è una citazione dallo storpio di Masaccio nella scena di 'San Pietro' della Cappella Brancacci.
Nella parte superiore della tavola, affollata di schiere angeliche, la critica riconosce l'intervento di Fra Diamante, oppure di un anonimo collaboratore che si rifà a modelli fiorentini del Ghirlandaio. La data 1440 riportata sull'opera è sempre stata ritenuta falsa, mentre è accolta una esecuzione fra il 1450 e il '60, anno della morte del prelato. In basso è lo stemma della famiglia Inghirami.










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