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[16] Incoronazione della Vergine (Incoronazione Maringhi)
Firenze, Galleria degli Uffizi (dal 1919)
Tempera su tavola, cm 200x287


Di questa opera straordinaria restano i documenti di pagamento ricevuti dal Lippi fra il 1439 e il 1447 e che comprendevano anche la predella, oggi perduta tranne uno scomparto identificato con il Miracolo di Sant'Ambrogio dei Musei di Berlino. Anche la cornice è perduta e i due tondi inseriti in quella attuale sono frutto di una ricostruzione ottocentesca e non sembrano pertinenti (Marchini, 1975). La commissione va ricondotta al testamento del canonico Francesco Maringhi, procuratore di Sant'Ambrogio e canonico di San Lorenzo, morto nel 1441, che destinava la pala all'altar maggiore di Sant'Ambrogio. Spostata varie volte, la tavola rimase nella chiesa fino al 1810, quando fu rubata. Poco dopo, un privato la vendeva alla Galleria dell'Accademia, da cui veniva poi trasferita agli Uffizi.
Subito ammiratissima, la pala fu copiata da tutti i pittori dell'epoca (numerosi i disegni che ne raffigurano vari particolari) e per la sua realizzazione il Lippi si avvalse di alcuni aiuti: il giovane Fra Diamante, un "Piero di Lorenzo dipintore" che potrebbe essere identificato nel Maestro della Natività di Castello e "Bartolomeo di Giovanni Corradini da Urbino dipintore et disciepolo di frate Filippo", identificato con Fra Carnevale, a sua volta identificato da alcuni con il Maestro delle Tavole Barberini.
Lippi costruisce qui uno scenografico affollamento di personaggi (angeli, santi, personaggi biblici...) in atteggiamenti vari e informali e dai volti realistici come ritratti: impresa assolutamente nuova per quel tempo. Insolito anche il fondo a strisce azzurre. Un autoritratto del Lippi è indicato nel monaco in basso a sinistra, nascosto dal Sant'Antonio Abate in primo piano.








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