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Verso un manierismo lineare

Tramite Lorenzo il Magnifico, che lo aveva già incaricato di realizzare a Spoleto la tomba del padre Filippo, il Lippi aveva infatti ricevuto dal cardinale Oliviero Carafa l'incarico di affrescare la sua cappella personale in Santa Maria sopra Minerva a Roma. Il pittore, indicato come "nuovo Apelle" in una lettera del cardinale, e stimatissimo nel suo circolo, è documentato nell'Urbe il 27 agosto 1488. Già in questi affreschi, anteposti per la loro importanza alla commissione fiorentina dello Strozzi, Filippino rivela una costante e varia ripresa dall'antico, non solo nelle grottesche.
Rientrato a Firenze, l'artista dipinge la 'Apparizione di Cristo alla Madonna' oggi a Monaco, da identificare forse con la tavola ricordata da Vasari in San Francesco al Palco a Prato. Firmata e datata 29 marzo 1496 è invece la 'Adorazione dei Magi' degli Uffizi, destinata in origine alla chiesa di San Donato a Scopeto, in cui si vede il ritratto di Lorenzo di Pier Francesco dei Medici e in cui l'autore non perde mai di vista i due più grandi maestri della fine del secolo con i quali si doveva misurare: Leonardo e Botticelli. Seguono commissioni per la Certosa di Pavia e per la città di Prato, dove nel 1498 esegue il Tabernacolo del canto del Mercatale, oggi nel Museo Civico, che avrebbe colpito Vasari per la "freschezza e vivacità". Discussa, ma riconducibile alla fine del secolo, è la datazione per l'affresco con la 'Morte di Laocoonte' della villa medicea di Poggio a Caiano, purtroppo danneggiatissimo.
Intorno al 1500, guardando anche alla pittura di Luca Signorelli, Filippino dipinge il 'San Giovanni Battista e la Maddalena' per la cappella Valori in San Procolo a Firenze (oggi all'Accademia), cui seguono le commissioni per San Petronio a Bologna (1501, 'Matrimonio mistico di Santa Caterina') e di nuovo per Prato, dove il Comune lo incarica nel 1503 di dipingere per la sala dell'Udienza dei Priori una 'Madonna col Bambino e Santi' (oggi al Museo Civico). In queste due ultime opere però si intravede già uno scadere dell'artista verso formule più convenzionali, in una sorta di manierismo lineare. L'ultima opera di Filippino, la 'Deposizione' per la chiesa della SS. Annunziata di Firenze, rimarrà interrotta nell'aprile del 1504 per la sua morte, e verrà portata a termine da Pietro Perugino.
Per i modi cortesi e amorevoli, per il suo viver civile, narra il Vasari, Filippino "fu pianto da tutti coloro che l'avevan conosciuto".  back >


 
Filippino Lippi, Madonna col Bambino, tabernacolo del Mercatale, Prato, Museo Civico





  Filippo e l'arte del suo tempo
Filippo e la bottega
Filippino Lippi
    - Collaborazione col Botticelli
    - Le grandi commissioni
    - Un manierismo lineare