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La collaborazione col Botticelli

Filippo Lippi, detto Filippino per distinguerlo dal padre, nasce a Prato nel 1457, frutto dell'unione scandalosa tra il Lippi e Lucrezia Buti. Ragazzo precocemente dotato, segue il padre a Spoleto, dove risulta impiegato come garzone di bottega nel cantiere del Duomo e dove, alla morte del padre nel 1469, resta affidato alle cure di Fra Diamante e conclude insieme a lui gli affreschi con le 'Storie della Vergine' lasciati incompiuti.
Il giovane pittore si avvicina poi a Sandro Filipepi, detto il Botticelli, passato anch'egli dalla bottega di Fra Filippo, che nel 1472 lo iscrive alla Compagnia di San Luca di Firenze come suo compagno. Iniziato forse come apprendistato, il rapporto di Filippino col più anziano Botticelli diviene presto una sorta di collaborazione anche se il Filipepi è certamente l'artista che maggiormente influirà sulla sua formazione: lo testimoniano opere giovanili come le 'Madonne' di Berlino, Londra e Washington, il 'Tobia e i tre Arcangeli' della Sabauda di Torino e il cassoni con le 'Storie di Ester'.
Stimatissimo dai contemporanei e dal Vasari (che lo dice "pittore di bellissimo ingegno e di vaghissima invenzione") e innovatore alla pari del Pinturicchio per l'uso precoce della grottesca all'antica nelle fasce decorative delle pitture murali, Filippino sarebbe invece rimasto, nei secoli successivi, all'ombra della vicenda artistica del Botticelli: fino alla riconsiderazione culminata negli importanti studi di Adolfo Venturi (1911) e del Berenson (1900, 1901 e 1932), che avrebbe attribuito alla sua fase giovanile (1475-'80 ca.) tutta una serie di dipinti raggruppati sotto il nome di 'Amico di Sandro'. Fra questi la 'Madonna del mare' della Galleria dell'Accademia (già nel convento di Santa Felicita).  back >


 
Filippino Lippi, Madonna col Bambino e Santi, Prato, Museo Civico





  Filippo e l'arte del suo tempo
Filippo e la bottega
Filippino Lippi
    - Collaborazione col Botticelli
    - Le grandi commissioni
    - Un manierismo lineare