home


La collaborazione col Botticelli
Filippo Lippi, detto Filippino per distinguerlo dal padre, nasce a Prato nel 1457, frutto dell'unione scandalosa tra il Lippi e Lucrezia Buti. Ragazzo precocemente dotato, segue il padre a Spoleto, dove risulta impiegato come garzone di bottega nel cantiere del Duomo e dove, alla morte del padre nel 1469, resta affidato alle cure di Fra Diamante e conclude insieme a lui gli affreschi con le Storie della Vergine lasciati incompiuti...  approfondisci >

 

Le grandi commissioni fiorentine
Cresciuto in reputazione, il 31 dicembre 1482 Filippino è nominato nella commissione per affrescare una parete nella Sala dell'Udienza di Palazzo Vecchio, mai eseguita, e nello stesso periodo viene chiamato a terminare il ciclo masaccesco della Cappella Brancacci, rimasto incompiuto. Qui, entro il 1485, completa le 'Storie di San Pietro' con gli episodi mancanti: 'Disputa con Simon Mago davanti a Nerone', 'Resurrezione del figlio di Teofilo', 'San Pietro in carcere', 'Liberazione' e 'Crocifissione'. Il risultato è molto vicino alla plasticità masaccesca: secondo Vasari il pittore avrebbe dato alla Brancacci "di sua mano l'ultima perfezione"... approfondisci >

Verso un manierismo lineare
Tramite Lorenzo il Magnifico, che lo aveva già incaricato di realizzare a Spoleto la tomba del padre Filippo, il Lippi aveva infatti ricevuto dal cardinale Oliviero Carafa l'incarico di affrescare la sua cappella personale in Santa Maria sopra Minerva. Il pittore, indicato come "nuovo Apelle" in una lettera del cardinale, e stimatissimo nel suo circolo, è documentato nell'Urbe il 27 agosto 1488. Già in questi affreschi, anteposti per la loro importanza alla commissione dello Strozzi, Filippino rivela una costante e varia ripresa dall'antico, non solo nelle grottesche...  approfondisci >







  Filippo e l'arte del suo tempo
Filippo e la bottega
Filippino Lippi