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Fra Diamante
A cominciare dal 1452, inizio dei lavori nel duomo
di Prato, il Lippi
prenderà a servirsi come aiuto principale di un altro carmelitano,
Fra Diamante. Il "mediocre dipintore" è l'unico
che veramente sia entrato nella sua opera e nella sua vita: presente
già a Firenze, lo segue a Prato e riappare, isolato o collaborante,
in varie tavole di quegli anni, tradizionalmente attribuite a Fra
Filippo, e predomina, infine, nelle 'Storie
di Maria' a Spoleto, che porta a compimento.
Nato a Terranuova Bracciolini nel 1430, anche Fra Diamante, come
il Lippi, era stato posto da bambino in un monastero carmelitano,
quello di Prato, dove aveva preso i voti; passato poi all'ordine
vallombrosano, come tale è ricordato in un pagamento del
1460 per gli affreschi del Duomo
di Prato (Borsook, 1975), a cui lavorava almeno dal 1454.
Nel '64 - vicino al maestro anche in questo - è imprigionato
dalle autorità carmelitane e il Comune di Prato intercede
per il suo rilascio presso la Curia di Firenze. Alla sua attività
pratese vengono riferiti gli affreschi dei Santi Giovanni Gualberto
e Alberto nell'arcone del Coro, a cui si accostano alcune tavole
come quella con San Gerolamo, Santa Tecla e il Battista ora nel
Museo Fogg di Cambridge, proveniente dalla Chiesa del Carmine dove,
secondo il Vasari, "lavorò molte pitture" poi andate
perse. Alla sua non eccelsa mano appartengono anche brani della
predella della 'Trinità' del Pesellino; La
Vergine che dà la Cintola a San Tommaso della Pinacoteca
di Prato e La
Natività con i Santi Giorgio e Vincenzo Ferrer dello
stesso museo, proveniente da San Domenico, la cui autografia è
però controversa.
Dopo la morte del Lippi, Fra Diamante provvide alla tutela di Filippino,
seguendo il lascito testamentario del padre, ma nel '70 lo ritroviamo
a Prato per dipingere ad affresco un ritratto con le armi del Podestà
Cesare Petrucci nel portico del Palazzo Pubblico di Prato. Nel 1472
è di nuovo a Firenze nel monastero di San Pancrazio, successivamente,
secondo alcuni documenti, sarebbe stato a Roma fra i pittori impiegati
da Sisto IV per decorare il Vaticano, forse accanto al Botticelli.
Nel 1483 è priore di San Pietro di Gello nella diocesi di
Volterra ma nel 1498 viene di nuovo imprigionato per ordine del
priore del Convento Vallombrosano di San Salvi e in seguito non
si hanno più notizie di lui. back >
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