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Il trionfo della linea
Questa versione iper-disegnativa,
che si affermerà come costante tipica della scuola fiorentina,
sarà portata avanti da maestri come Andrea del Castagno
(nato nei primi anni Venti e scomparso nel 1457), dal linguaggio
vibrante e drammatico, quasi aspro nel realismo con cui esalta la
fisicità delle figurazioni. O come Paolo
Uccello (1397-1475), che al fondo della sua raffinata problematica
prospettica, geometrizzante e insieme visionaria, riscopre una dimensione
poetica, bizzarra e fiabesca del reale. O ancora come il Pollaiolo
(morirà settantenne alla fine del secolo), che rende col
massimo rigore formale i suoi corpi in azione, in lotta, in movimento,
grazie a una linea quasi 'anatomica' e a uno spazio gremito di forze
in tensione.
Questa interpretazione lineare e vitalistica che parte dal Lippi
continuerà poi col Verrocchio (1435-88), raffinato
cesellatore di immagini classicheggianti, dalla cui bottega usciranno
artisti come il Perugino, Lorenzo di Credi, Leonardo. E proseguirà
con il Botticelli, passato come il Pesellino
per la bottega del Lippi, e con Luca Signorelli (ca.1445-1523),
che con le sue figurazioni anatomiche e le sue scene di dantesca
drammaticità sembra preludere alle grandiose creazioni di
Michelangelo, in cui la tradizione lineare toscana toccherà
il suo culmine espressivo. back >
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