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Museo di Pittura murale
La Madonna col Bambino tra i santi Stefano e Giovanni Battista (1453) fu la prima pala dipinta dal Lippi per Prato; gli fu commissionata da un ente pio, il Ceppo Nuovo, e fu esposta all’aperto, sopra il pozzo del cortile di Palazzo Datini, sede dell’ente. Le figure, monumentali ma di armoniosa spiritualità, si inseriscono nell’atmosfera luminosa e dilatata del fondo oro, reso profondo dal drappo dietro la Vergine, che si impregna progressivamente di luce. Ai piedi del trono, in primo piano ma più piccoli (secondo una prospettiva “morale” di origine medievale, che regola le proporzioni in base all’importanza delle figure), sono i vivaci ritratti del fondatore del Ceppo, il celebre mercante Francesco Datini (1325-1410) riccamente vestito e inanellato, e degli amministratori dell’ente, da lui presentati alla Vergine.
La pala si trova dal 1858 nel Museo Civico di Prato, attualmente in restauro. Insieme alle altre opere del Lippi, il dipinto è attualmente esposto al Museo di Pittura Murale di San Domenico, all’interno della mostra «I tesori della città».

Strettamente legata alle vicende sentimentali di fra Filippo è un’altra pala del Museo Civico esposta nella mostra I Tesori della città: l'Assunta che dà la Cintola a san Tommaso, tra i santi Margherita (che presenta la badessa Bartolomea Bovacchiesi) e Gregorio, Agostino e Raffaele arcangelo con Tobiolo (1456 circa). L’opera - come ricorda anche il Vasari - fu commissionata dal monastero pratese di Santa Margherita al Lippi, che ne era stato eletto cappellano. Qui il pittore conobbe una monaca, Lucrezia di Francesco Buti, setaiolo fiorentino, “la quale aveva bellissima grazia et aria”, se ne invaghì e fuggì dal convento con lei, quindi - continua il Vasari - “molto delle qualità sue innamoratosi, fra Filippo la ingravidò, et ella a tempo debito gli partorì un figliuol maschio, che fu chiamato Filippo egli ancora, e fu poi, come il padre, molto eccellente e famoso pittore”. La fuga, la convivenza (nella casa acquistata a Prato fin dal 1455) e la nascita di Filippino, seguito poi da una sorella, suscitarono scandalo, e furono tollerati solo grazie ai favori di cui Filippo godeva per le sue qualità artistiche; come scrisse il Vasari, “molte cose che di biasimo erano alla vita sua furono ricoperte mediante il grado di tanta virtù”.
Anche per queste vicende la pala con l’Assunta fu solo impostata dal Lippi, e completata poi dalla sua bottega, forse da fra Diamante (1430-1498) suo principale collaboratore. Benché assai consunta nel colore, l’opera conserva spunti felici negli accurati e preziosi particolari di stoffe e gioielli, e delle erbe del prato. Si ritiene che la santa Margherita ritragga Lucrezia Buti, e certamente l’elegante figura ripropone l’ideale femminile di fra Filippo, riconoscibile anche in altre opere del periodo.

È infatti una probabile immagine ideale di Lucrezia col figlio Filippino l’incantevole Vergine col Bambino, dal profilo purissimo, nella pala con la Natività, e i santi Giorgio e Vincenzo Ferrer, eseguita per il convento di San Domenico intorno al 1458 (proveniente dal Museo Civico). La pala fu ampliata durante l’esecuzione con l’aggiunta dei due santi laterali, e mostra vari interventi dei collaboratori, che non tolgono però efficacia alla composizione, immersa in un suggestivo paesaggio.

Nel periodo pratese il Lippi ebbe varie commissioni per opere da devozione privata; esempio felice ne sono - sempre nella mostra I Tesori della città - due tavolette quasi identiche con l’Annunciazione e san Giuliano, del 1460 circa, dall’elegante, equilibrata composizione in un ambiente a prospettiva centrale. La migliore (dal Museo Civico) è opera del Lippi e di fra Diamante, l’altra (dal Museo dell’Opera) si deve probabilmente a Domenico di Zanobi, allievo dell’artista.

Per il monastero di Santa Margherita, di cui fra Diamante era divenuto cappellano, nel 1470-72 fu dipinta una pala con la Nativitą, esposta al Louvre (venne trafugata dal governo francese nel 1812). Il Museo Civico ne conserva la predella (ora nella mostra I Tesori della cittą), con tre scene: Presentazione al tempio; Adorazione dei Magi; Strage degli innocenti, eseguite da fra Diamante e collaboratori. Molti critici vedono nell'Adorazione - dal gusto disegnativo dinamico e drammatico, con un piccolo ma arioso paesaggio - il primo saggio del giovanissimo Filippino Lippi.
Le tavole sono esposte attualmente al Museo di Pittura murale.back >>
Museo di Pittura Murale, chiostro di San Domenico
tel: 0574 440501
fax: 0574 1836229
Tutti i giorni 9,00-13,00; ven e sab 9,00-13,00 / 15,00-18,00. Chiuso il martedí
Biglietto intero: € 4,00.
Biglietto cumulativo che comprende anche l'ingresso al Museo dell'Opera del Duomo, Castello dell'Imperatore,
Dal 25 marzo al 2 agosto 2009 i capolavori pratesi su tavola di Filippo Lippi e altre importanti opere dei Musei cittadini sono esposte a Parigi, nella prestigiosa sede del Palais du Luxembourg, nella mostra «Filippo et Filippino Lippi et La Renaissance ą Prato», promossa dal Senato Francese.
Vai alla mostra (www.museeduluxembourg.fr)
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Dal 18 giugno al 28 settembre 2008 le medesime opere, invece, sono state esposte al Caixa Forum di Barcellona, in Spagna, nella mostra «Entre lo sagrado y lo profano. El
Renacimiento en Prato».
Dal 9 settembre 2005 al 28 febbraio le principali opere dei Musei pratesi sono state esposte in Giappone al al Seiji Togo Memorial Sompo Japan Museum of Art di Tokyo, al Museum of Art di Hiroshima, e al Museum of Fine Arts della piccola cittą di Gifu.
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