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La chiesa attuale
All'esterno, nella prima metà del Trecento,
si rinnova poi la facciata, mentre all'interno si costruiscono il
transetto e, a sinistra dell'ingresso principale, la cappella della
Cintola (1386-1390), i cui affreschi vengono affidati ad Agnolo
Gaddi che vi raffigura 'Storie della Vergine e della Sacra Cintola'
(1392-95). Fra queste, particolarmente interessanti le scene che
narrano il ritorno di Michele a Prato, dove si può osservare
la più antica veduta della città.
E' sempre per l'ostensione della Cintola, regolata da appositi Statuti
del Comune, che, fra il 1386 e il 1457, alla facciata romanica se
ne sovrappone un'altra, di struttura tardogotica e rivestita in
marmi di due colori all'uso toscano, su progetto di Lorenzo di Filippo
(capomastro di Santa Maria del Fiore). Il suo scopo era quello di
creare un corridoio interno per portare la preziosa reliquia direttamente
dalla Cappella al pulpito esterno, dove veniva mostrata alla folla.
Il rito si perpetua ancora oggi, in forme simili, nei giorni di
Natale e Pasqua e ancora il 1° maggio, il 15 agosto e, naturalmente,
l'8 settembre, festa della Natività di Maria. E come allora,
il Comune custodisce una delle tre chiavi che aprono la custodia
del 'cingolo'.
Dopo un tentativo di furto nel 1312, messo in atto da un certo Musciattino
ma sventato e duramente punito, la reliquia veniva spostata nel
1346 all'ingresso della chiesa e la sua custodia era affidata all'Opera
laica della Cintola, appositamente creata, che, entro il 1395, ne
curava anche la definitiva sistemazione all'interno della nuova
cappella affrescata dal Gaddi.
All'esterno, l'inserimento più significativo è il
geniale pulpito
di Donatello, sorretto dal turgido capitello bronzeo di Michelozzo
(oggi in corso di restauro). Il parapetto simula un tempietto circolare
entro il quale gruppi di angeli intrecciano vivaci girotondi, mentre
uno slanciato, elegante, baldacchino a ombrello copre il tutto (le
formelle originali sono conservato nel contiguo Museo dell'Opera
del Duomo, già Palazzo Vescovile).
Nel ricco portale ogivale è sistemata la bella maiolica con
la 'Madonna col Bambino e i Santi Stefano e Lorenzo', di Andrea
della Robbia (1489).
Sul fianco destro, ristrutturato nella seconda metà del XII
secolo e diviso in nove campate irregolari, si appoggia il Campanile
a torre eretto ai primi del '200 su progetto di Guidetto, noto come
autore anche della facciata del Duomo di Lucca. Il campanile è
diviso in sei ordini e coronato da una cella superiore aggiunta
nel 1356 dal senese Niccolò del Mercia. Al campanile si appoggia
sul retro il compatto blocco in alberese del transetto, completato
nel 1368 da Francesco Talenti e Giovanni Ghini. back >
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