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Dalle origini al Duecento

La chiesa di Santo Stefano, cattedrale dal 1653 ma pieve di un ampio territorio già in epoca prelongobarda, segna il centro civile e religioso della città fin da quando, nell'XI secolo, le abitazioni cresciute intorno a lei si fondono con il contiguo nucleo di Pratum dando vita al 'Castrum Prati'. Nonostante i numerosi interventi, la costruzione appare unitaria grazie all'equilibrata gemetria dei volumi e alla bicromia dei paramenti esterni, realizzati in alberese e serpentino, il cosiddetto marmo verde di Prato.
Fondata nel VI-VII secolo e ricostruita nel X, la pieve cresce d'importanza parallelamente allo sviluppo della città, divenuta libero comune intorno al 1142 (anno in cui vengono ricordati i primi Consoli), e dal 1150 circa ai primi del '200, viene ampliata e totalmente ristrutturata, guadagnandosi una certa indipendenza dalla diocesi di Pistoia (che all'epoca amministrava la metà del territorio pratese, mentre l'altra metà era sotto la diocesi di Firenze).
Ulteriori ampliamenti si collegano alla presenza nella chiesa della veneratissima reliquia della Sacra Cintola, una cintura appartenuta secondo la tradizione alla Vergine Maria, realizzata in finissima lana di capra di color verde chiaro e giunta a Prato nel 1141 grazie alle nozze fra Maria, figlia di un sacerdote di Gerusalemme di rito orientale, e il pratese Michele che, nel 1172, in punto di morte, la donava alla Pieve.
Ed è proprio per la periodica ostensione del 'sacro cingolo', mostrato al popolo nel corso di affollatissime cerimonie religiose, che l'antica piazza pubblica sul fianco destro della chiesa verrà ingrandita abbattendo, nel 1290-'93, edifici privati, il palazzo del Comune e lo stesso Battistero.  back >


 
Veduta del transetto, Prato, Duomo





  Itinerario Filippo Lippi a Prato
Prato nel XV secolo
Il Duomo prima del Lippi
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  - L'interno