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Gli ultimi decenni

In seguito, il virare del gusto verso una bellezza più sontuosa e di sapore già archeologico ci viene testimoniato dalle proposte architettoniche di scultori come Antonio Rossellino, Mino da Fiesole e Desiderio da Settignano, altri tre artisti che contribuiscono a fare di Prato uno dei centri più vivaci e avanzati del Rinascimento. I primi due realizzano, insieme a Pasquino di Matteo da Montepulciano, il raffinato pulpito della Cattedrale. Forse lo stesso Pasquino collabora poi con Desiderio da Settignano nel monumento funebre a Geminiano Inghirami (1460) in San Francesco che, insieme a quello più tardo a Filippo Inghirami in Duomo, attribuito a Benedetto da Maiano, è uno degli episodi più convincenti del nuovo linguaggio che attrae la committenza: un apparato monumentale prezioso e ricco di ornati ma di grande eleganza formale. Nel filone si inseriscono anche i Della Robbia, che nel territorio pratese lasciano una grande quantità di opere e che nella stessa Cattedrale sono presenti con la lunetta del portale principale, realizzata da Andrea nel 1489.
Gli ultimi decenni del secolo sono occupati a Prato dal progetto per Santa Maria delle Carceri, il nuovo santuario votivo progettato - per espressa volontà di Lorenzo il Magnifico - da Giuliano da San Gallo e la cui prima pietra veniva posta nell'ottobre del 1485. Pochi mesi dopo, il 29 dicembre, vedeva la luce, finanziata dallo stesso Medici, la prima edizione a stampa del "De Re Aedificatoria" scritto molti anni prima da Leon Battista Alberti e circolato fino ad allora nelle corti rinascimentali italiane come manoscritto. L'ampia diffusione del testo dovuta alla stampa rese chiaro a tutti come i principi albertiani (e le soluzioni spaziali brunelleschiane) avessero trovato nel tempio del San Gallo la loro perfetta attuazione, dando vita ad un capolavoro di simmetria e proporzioni. back >


 
Mino da Fiesole, pulpito, Prato, Duomo





  Itinerario Filippo Lippi a Prato
Prato nel XV secolo
  - Un ambiente vivace
  - L'influenza fiorentina
  - Gli ultimi decenni
Il Duomo prima del Lippi