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L'influenza fiorentina

La diretta continuità culturale che ha sempre caratterizzato i territori fiorentino e pratese permette un vivace intreccio di personalità e linguaggi: ne sono testimonianza gli echi brunelleschiani e michelozziani che si rintracciano nei numerosi chiostri annessi sia ai conventi urbani di San Francesco (costruito nel 1439 da Domenico di Pino e Antonio del Nero Bartolini, con lo scalpellino Andrea di Noferi da Firenze), di San Niccolò e di San Domenico, sia nelle chiese del contado (chiostro della Badia di Vaiano); e ancora nei lavori di ristrutturazione della chiesa cittadina di Sant'Agostino, le cui colonne terminano con eleganti capitelli protorinascimentali.
L'élite culturale e artistica assorbe facilmente le invenzioni tipologiche delle architetture brunelleschiane e anche il suo impiego dello strumento prospettico e della modulazione. Che questo fosse ormai il linguaggio comune alla metà del secolo lo dimostrano le scelte compiute per il grande ciclo di affreschi della Cappella Maggiore del Duomo, dove lo spazio pittorico messo in scena da Fra Filippo Lippi mostra un consolidato interesse per la rappresentazione prospettica. E ancora negli affreschi della Cappella dell'Assunta, sempre in Duomo, dove Paolo Uccello (1435) elabora e dipinge architetture a pianta centrale che preludono alle architetture del secondo Quattrocento, che proprio a Prato troveranno un fulgido esempio nel Santuario di Santa Maria delle Carceri.
Con il Lippi, che si stabilisce a Prato con la sua bottega, si inaugura quella che è stata definita "la stagione internazionale dell'arte pratese" : nella Cappella Maggiore di Santo Stefano il Lippi esegue (1452-1464) il suo ciclo pittorico più impegnativo, grazie al quale - come afferma il Vasari - "introdusse poi negli altri artefici moderni il modo di dar grandezza alla maniera d'oggi".
Prima di partire per Spoleto il pittore ottenne altre importanti commissioni da chiese, monasteri ed enti pii cittadini: dalla tavola detta la 'Madonna del Ceppo' (commissionata dal potente istituto assistenziale fondato da Francesco Datini), con figure monumentali ma di armoniosa spiritualità, alla splendida pala con le 'Esequie di San Girolamo' (richiestagli dal proposto Inghirami, raffigurato in orazione ai piedi del santo), uno dei capolavori pratesi del pittore nella resa della psicologia dei personaggi e nelle forme morbide, intessute di luce.  back >


 




  Itinerario Filippo Lippi a Prato
Prato nel XV secolo
  - Un ambiente vivace
  - L'influenza fiorentina
  - Gli ultimi decenni
Il Duomo prima del Lippi