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Un ambiente vivace
Fin dai primi decenni del Quattrocento, l'ambiente
pratese è pervaso da una vivace stagione artistica grazie
alla presenza di artefici quali Niccolò di Piero Lamberti,
autore della lastra sepolcrale di Francesco Datini nella chiesa
di San Francesco, dell'architetto e poeta Giovanni di Gherardo da
Prato, sostituto Provveditore della cattedrale di Firenze negli
anni in cui Filippo Brunelleschi procedeva alla voltatura della
cupola, e del costruttore di organi Matteo di Paolo da Prato.
In particolare, guidano il movimento innovativo due prelati: i Proposti
Niccolò Milanesi (canonico di Santa Maria del Fiore) e Geminiano
Inghirami che, dal 1425 al 1460, grazie ai loro contatti
con gli ambienti fiorentino e romano, coinvolgono artisti di notevolissimo
livello nell'impresa decorativa dell'antichissima
pieve di Santo Stefano, prezioso scrigno della reliquia
pratese per eccellenza: la Sacra Cintola.
Legata a questa é fra l'altro la costruzione, sull'angolo
esterno destro della chiesa, del Pergamo che doveva servire alle
ostensioni solenni della reliquia. La commissione viene affidata
a Michelozzo e Donatello e la sua realizzazione (1428-38) rappresenta
il primo e più efficace contributo alla comprensione del
linguaggio culturale e figurativo rinascimentale. Il Pergamo è
una piattaforma pensile circolare, sormontata da un tetto scolpito
a soffitto e circondata da un fregio a pannelli con putti danzanti.
Innovativo nella sua concezione di scultura-architettonica che dal
'sacro' si protende verso lo spazio urbano 'profano' favorendo il
contatto e il dialogo, il monumento racchiude tutti i temi della
più aggiornata cultura artistica fiorentina di quegli anni:
dalla ricerca sperimentale sull'antico al gusto per la varietà
degli elementi.
Nella bottega dei due artisti, profondamente legati al mecenatismo
mediceo di Cosimo il Vecchio, operano in quegli anni altri importanti
maestri, tra cui Pagno di Lapo Portigiani e l'architetto e scultore
Maso di Bartolomeo, autore della cancellata per la cappella della
Sacra Cintola e impegnato nella costruzione del tetto del Pergamo
insieme al già ricordato Matteo di Paolo e a Domenico di
Domenico da Prato. E' in questo cantiere ricco di messaggi innovativi
che si gettano le premesse per ulteriori e fecondi sviluppi artistici,
che nell'ambiente pratese sono caratterizzati da una più
accentuata aderenza ai modelli antichi, specialmente nell'uso degli
ordini architettonci vitruviani. back >
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