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La riscoperta nell'Ottocento
Solo nell'Ottocento, in pieno Romanticismo,
quando già si andava rivalutando l'arte dei secoli più
antichi, la storia di Fra
Filippo e della bellissima Lucrezia "monacata"
controvoglia saranno riletti in un'ottica diversa, come esempio
di coercizione sconfitta dall'amore.
E da questa storia saranno affascinati altri due artisti che per
amore si erano ribellati alle convenzioni sociali: Robert Browning
ed Elisabeth Barrett.
Nel 1845 Elisabeth Barrett aveva circa 40 anni ed era già
minata nella salute quando Robert Browning, che aveva circa 33 anni,
si innamorò di lei e la sposò di nascosto sottraendola
ad un padre padrone ed al fumoso ambiente londinese che la stava
uccidendo. Robert era già un poeta famoso, mentre lei scriveva
all'epoca solo per se stessa (oggi le liriche di Elisabeth sono
più conosciute di quelle del marito). Nel 1846 la coppia
venne a vivere a Firenze e da qui, negli anni successivi, i due
poeti scoprirono le bellezze della Toscana e il fascino delle sue
antiche storie. Fra queste, la vicenda di Fra Filippo, che Robert
Browning avrebbe cantato in un poemetto del 1851 dando della vita
del pittore una versione particolare, di vero e completo "spirito
del Rinascimento". Il poemetto, intitolato
"Fra' Lippo Lippi", ebbe una diffusione rapida
e fortunata, contribuendo alla riscoperta dell'arte di Filippo Lippi.
Dalla figura del frate donnaiolo e dagli affreschi
di Santo Stefano sarà affascinato vent'anni dopo
anche Gabriele D'Annunzio, allievo del Convitto Cignonini di Prato
fra il 1874 e il 1881. Nell'archivio dell'istituto si conservano
ancora i disegni che il futuro 'Vate' realizzò davanti alle
scene dipinte dal Lippi nel Coro. Colpito dalla bellezza leggiadra
della Salomè, D'Annunzio si proclama "Il
secondo amante di Lucrezia Buti" e ricorda più
volte Lucrezia,
Filippo e il loro amore nella sua
"Elettra". back >
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