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I figli Filippino e Alessandra
Solo Lucrezia rimase, dando poi alla
luce due figli: Filippino,
nato forse nello stesso 1457, e Alessandra, arrivata nel 1465. Quest'ultima
è ricordata con la madre Lucrezia nel testamento che Filippino
fece, prima di andare a Roma, il 21 settembre 1488. Da qui sappiamo
che la ragazza nel 1487 aveva sposato Ciardo di Giuliano Ciardi
da Tavola, del contado di Firenze.
Quello delle monacazioni forzate sarebbe stato un problema presente
nella società ancora per secoli. Lo stesso Filippo, del resto,
era stato messo al Carmine
fin da bambino non per vocazione ma per la povertà della
famiglia e per la sua condizione di orfano. E il loro caso non era
isolato (come dimostra il precipitoso arrivo in casa Lippi di Spinetta
e delle altre tre novizie). Una denuncia anonima dell'8 maggio 1461
(le cosiddette tamburazioni, assai frequenti all'epoca) rivela non
solo il caso del cappellano fra' Filippo che ha un figlio "ormai
grande e abitante nella casa del padre", ma racconta anche
come il notaio procuratore delle monache di Santa Margherita avesse
avuto da circa due mesi un figlio da una monaca di quel convento.
A salvare la situazione furono ancora una volta la benevolenza di
Cosimo
il Vecchio e la sua ammirazione per l'arte di Fra Filippo.
Per placare lo scandalo, il Medici ottenne da Pio II che il frate
e la monaca fossero sciolti dai voti in modo da potersi così
liberamente unire in matrimonio. Cosa che, per la verità,
non risulta essere avvenuta, dato che Filippo non sposò mai
Lucrezia: forse, come dice con una punta di cattiveria il Vasari,
"per potere far di sé e dell'appetito suo come gli paresse".
Della loro vicenda si parlerà comunque ancora a lungo, tanto
che se ne trova traccia anche nella novella LVIII della raccolta
del Bandello, a cui forse attinse il Vasari. Nella prima edizione
delle 'Vite', inoltre, la biografia di fra' Filippo era curiosamente
preceduta da alcune considerazioni (scomparse poi nell'edizione
del 1568) sulla 'virtù' degli artisti.
Della storia d'amore fra Lucrezia a Fra Filippo si sarebbero occupati,
secoli dopo, il poeta romantico Robert Browning col poemetto
'Fra' Lippo Lippi' e Gabriele D'Annunzio, che si sarebbe
dichiarato 'Il
secondo amante di Lucrezia Buti' e ne avrebbe cantato il
fascino nella sua
'Elettra'. back >
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